Immobilità

L’ennesima palude in cui si trovano invischiati alcuni lavoratori riguarda la mobilità interna ed esterna e il sottoinquadramento.

Questioni particolarmente annose, in quanto troppo spesso il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario resta intrappolato in un’attesa ingiustificabile, che può durare per anni.

Il Dottor Polverone

Da anni riceviamo comunicati, a firma Dottor Domenico Surace (l’unico sindacalista che ci tiene a esibire il titolo di studio), colmi di attacchi alla nostra sigla e a colleghe e colleghi che lavorano con varie qualifiche in ateneo. Generalmente non rispondiamo: il battibecco tra sindacati, comprensibilmente, infastidisce i lavoratori.
Però, per amore di chiarezza, ci pare necessario precisare alcuni punti, in risposta al suo comunicato del 19 settembre.

Una scelta inevitabile: dimissioni del rettore

Non si può proprio dire che il rettore della Statale Gianluca Vago abbia portato a casa il risultato.

La recente decisione dell’Ateneo di rinunciare al contro-ricorso sulla decisione del TAR, quali che siano le motivazioni ufficiali, dimostra quanto le nostre ragioni fossero fondate.
Nel comunicato precedente sulla sentenza del TAR abbiamo spiegato perché avevamo ragione a sostenere l’irragionevolezza del numero programmato per i corsi di laurea in Lettere, Filosofia, Beni Culturali, Geografia e Storia e perché eravamo con gli studenti durante la mobilitazione.

Test di ammissione: Vago respinto!

Avevamo ragione, quando per primi abbiamo affermato che inserire l’accesso programmato per i corsi di laurea in Lettere, Filosofia, BeniCulturali, Geografia e Storia fosse sbagliato.

Era sbagliato, per il modo con cui è stato imposto violando l’autonomia decisionale dei dipartimenti coinvolti, che accusati diessere “irresponsabili” sono stati privati della propria libertà decisionale.

Università chiusa

Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare dell’estensione del numero chiuso ai corsi di laurea umanistici. I favorevoli, sia all’interno che all’esterno dell’ateneo, presentano questa misura come uno strumento indispensabile per riqualificare l’università, presupponendo implicitamente che ci sia stato un decadimento del livello.

Trasferimento all’area expo di Rho

Dalla genesi all’esodo
prosegue la raccolta firme

Leggiamo a mezzo stampa, che il 10 maggio si sono riuniti a Palazzo Marino, il sindaco Sala, i 3 rettori degli atenei pubblici milanesi, Vago, Messa e Resta, l’assessore Maran e il prof. Balducci, il presidente dell’Agenzia del Demanio e l’assessore regionale Beccalossi, per sancire il destino di Città Studi.

Raccolta firme e aggiornamenti sul trasferimento a Rho

COMPRO CASA, MA NON SO QUANTO COSTA!
LO STRANO CASO DEL TRASFERIMENTO…

Giovedì 6 aprile presso l’aula G24, alle 14.30 si è svolta un’assemblea sindacale in merito al trasferimento delle facoltà scientifiche all’area Expo di Rho.

Un’occasione di informazione, confronto e proposte che ha visto la pro attività e la collaborazione di personale tecnico, amministrativo, bibliotecario, docente e della componente studentesca.

MODIFICA DELLO STATUTO

PARI DIGNITA’ FRA LE COMPONENTI E PARTECIPAZIONE

Con notevole ritardo il Senato Accademico ha ripreso la discussione sulla modifica dello Statuto.

Ricordiamo le nostre principali richieste:

1) Voto pieno per l’elezione del rettore (1 testa, 1 voto)
2) Due rappresentanti del PTAB in CdA
3) Elettorato attivo per l’elezione del Direttore di Dipartimento

Assemblea – trasferimento delle facoltà scientifiche e delle divisioni di Città Studi all’area Expo di Rho

Giovedì 6 aprile alle 14.30 in aula G24 (settore didattico Golgi, via Golgi 19), come preannunciato, terremo un’assemblea sindacale in cui affronteremo la questione del trasferimento delle facoltà scientifiche e delle divisioni di Citta’ Studi all’area Expo di Rho.

In allegato la lettera aperta rivolta ai componenti del SA e del CdA.

L’assemblea è coperta da permesso sindacale, vi aspettiamo numerosi.

COSÌ È… ANCHE SE NON VI PARE!

Ennesima iniziativa autoritaria e unilaterale del Rettore in merito al trasferimento a Rho.

Scopriamo da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 29 marzo, che una semplice manifestazione d’interesse, adesso è “un’opportunità irripetibile” che dovrebbe essere approvata (?!) da CdA e Senato Accademico nella seduta di aprile.

Un pressing del rettore dovuto allo scadere del suo mandato e alle crescenti e partecipate iniziative di comitati di zona, studenti e lavoratori?!

Sarà capitato anche a voi…

che vi dicessero “mi raccomando non faccia figli o come faremo senza di lei”

oppure “perfetto, lei ha meno di 40 anni, così ottemperiamo anche alla quota verde” o ancora “competente e di bella presenza”, “è un informatico?!”

Capita anche che faccia notizia l’assunzione di una lavoratrice, sebbene abbia fatto il colloquio in stato di gravidanza avanzato ed evidente, che se utilizzi permessi L. 104/92 per assistere un disabile, perdi il buono pasto.

Meglio tardi… Che mai?!

Sebbene con scarso preavviso e dopo un anno dalla nostra richiesta di chiarimenti in merito al trasferimento della Facoltà scientifiche da Città Studi a Rho, finalmente il rettore ha convocato un incontro per affrontare la tematica, che si terrà

giovedì 2 febbraio, presso l’Aula LEVI
Via Valvassori Peroni, 19
dalle 14.30 alle 16.30

L’ordine del giorno indicato nella convocazione del rettore:

Chi si salva e chi si condanna

Salvare il Monte dei Paschi (MPS), stando a quanto pubblicano i giornali, dovrebbe costare più di 8 miliardi, oltre 100 euro a testa, ma c’è chi dice fino a 330.

I soldi verranno dal bilancio statale, quello stesso bilancio in cui non si trovano le risorse (di gran lunga inferiori) per rinnovare decentemente il contratto del pubblico impiego. Quello stesso bilancio in cui non si trovano le risorse per risolvere il problema degli esodati, delle pensioni da fame, del sempre maggior numero di poveri e via elencando.